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Ridefinire l’umanesimo e l’internazionalismo

Ridefinire l’umanesimo e l’internazionalismo

Nella ricerca dell’armonia globale e del progresso sociale, il concetto di umanesimo e internazionalismo emerge come un faro di speranza progressista. Eppure, ad un esame più attento, l’ideologia dell’umanesimo rivela difetti e limiti intrinseci. P.R. Sarkar, nelle sue opere fondamentali approfondisce le complessità dell’umanesimo, sviscerandone le varie manifestazioni e proponendo un’alternativa trasformativa: il neoumanesimo.
Per quanto riguarda l’internazionalismo, Sarkar ne illustra succintamente il potenziale limitato e ci mette in guardia del suo futuro potenzialmente distruttivo. Riecheggiando le attuali guerre fredde e calde tra i mediatori di potere di oggi, gli Stati Uniti e i suoi alleati della NATO, la Russia e la Cina, ha scritto:

“Quando uso il termine ‘internazionalismo’, ammetto l’esistenza di nazioni separate… Ma quando scopro che una nazione sta cercando di prosperare sulla linfa vitale di un’altra, mi oppongo e questa opposizione alla fine porta alla guerra mondiale. Quindi, nemmeno l’internazionalismo è la soluzione.”

L’umanesimo, nella sua essenza, si estende oltre i semplici confini nazionali o la cooperazione internazionale. Comprende un sentimento universale di compassione e solidarietà verso tutta l’umanità. Tuttavia, questo alto ideale spesso non è all’altezza nell’affrontare le intricate dinamiche dello sfruttamento socio-economico e dei conflitti intra-umani. Sarkar spiega che l’umanesimo spesso non può prevenire lo scontro intra-umanistico. Identifica una distinzione cruciale tra l’umanesimo genuino e la sua pseudo forma. Mentre l’umanesimo genuino aspira a elevare tutti gli individui indipendentemente dal loro background, lo pseudo-umanesimo è contaminato da secondi fini e sfruttamento. La narrazione di fornire aiuti ai gruppi svantaggiati spesso nasconde interessi di dominio economico ed egemonia culturale.
Con queste parole, Sarkar ci ricorda le indicibili sofferenze inflitte alle popolazioni indigene negli ultimi centinaia di anni:

“Supponiamo di scoprire che un particolare gruppo è educativamente arretrato. Abbiamo pietà di loro perché sono anche i nostri simili; quindi, pensiamo: ‘Introduciamoli alla parola stampata..’ E in realtà facciamo qualcosa a tal fine. Ma attraverso questa cosiddetta “guida all’alfabetizzazione” iniettiamo idee nelle loro menti che li paralizzano mentalmente e poi alla fine governiamo queste persone mentalmente paralizzate come persone colonizzate.”

Inoltre, Sarkar mette in guardia contro le conseguenze insidiose nel non comprendere forme di vita non umane nel quadro dell’umanesimo. La distruzione dilagante degli habitat naturali e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse sconvolgono il delicato equilibrio ecologico, ponendo minacce esistenziali sia agli esseri umani che ad altri esseri senzienti. Secondo Sarkar:

“Gli esseri umani guidati dall’interesse personale hanno trascurato l’ecologia ad ogni passo. Dovremmo ricordare che il cielo e l’aria, le colline e le montagne, i fiumi e le foreste, gli animali selvatici e i rettili, gli uccelli e i pesci e tutti i tipi di creature e piante acquatiche sono tutti inseparabilmente correlati tra loro. Gli esseri umani sono parte integrante di quella vasta società comune.”[ 3]

I limiti dell’internazionalismo e dell’umanesimo sottolineano la necessità di un cambiamento di paradigma verso il neoumanesimo, che sostiene un approccio olistico che trascende interessi ristretti e abbracci il benessere di tutte le entità viventi. Cerca di promuovere una convivenza armoniosa tra esseri umani, animali e ambiente, riconoscendo il valore intrinseco di ogni essere. In sostanza, il neoumanesimo offre una visione trasformativa per un mondo più equo e sostenibile. Dando la priorità all’empatia, all’inclusività e alla gestione ecologica, annuncia una nuova era di progresso sociale e prosperità collettiva. Mentre affrontiamo la miriade di sfide del 21° secolo, i principi del Neoumanesimo possono servire come luce guida verso un futuro più luminoso e compassionevole

Articolo di: Roar Bjonnes

Tratto da: https://prout.info/redefining-humanism-and-internationalism/

Traduzione a cura di: Lorenza Bettini


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