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OLTRE LA CAPACITÀ DI CARICO: Sviluppo di una economia del benessere

OLTRE LA CAPACITÀ DI CARICO: Sviluppo di una economia del benessere

William E.Rees nel suo articolo ”Una macchia sulla terra“ usa il concetto di impatto ecologico per esprimere che la capacità di carico della Terra è stata superata a causa della crescita tecnologica ed economica, contrariamente alle affermazioni di economisti secondo i quali tale capacità può crescere senza limiti.
Ora avremmo bisogno di un pianeta e mezzo di risorse per alimentarci in modo sostenibile.
I sostenitori della crescita tecnologica ed economica diranno che nuove e più sostenibili tecnologie neutralizzeranno i problemi creati all’ambiente. Possiamo crescere indefinitamente.

C’è parte di verità in entrambe le visioni.
Abbiamo bisogno di nuova tecnologia per rimediare agli errori del passato.
Questa transizione deve avvenire senza superare i limiti biologici e naturali, senza oltrepassare l’impatto ecologico.

L’effetto tecnologico non è mai neutrale, ma alcune tecnologie sono meglio di altre per l’ambiente.
La questione della capacità di sostentamento, cioè come molte persone in un’area possano mantenere un equilibrio dinamico con la natura in modo illimitato, è complesso ed io non penso ci sia una formula unica per risolvere il problema.
La capacità di sostentamento dipende da così tanti fattori: risorse naturali, clima, acqua, latitudine, energia non-rinnovabile e rinnovabile, tecnologia, economia, strategie politiche, cultura, popolazione etc.

È un principio dinamico, come la sostenibilità che cambierà con il fattore tempo.
Prendiamo ad esempio l’Islanda: la sua capacità di sostentamento è relativamente bassa se calcolata in terreno arabile, temperatura, latitudine etc., ma può aumentare in modo sostenibile con l’uso della tecnologia e risorse naturali come coltivare cibo in serre riscaldate da fonti naturali di acqua calda, delle quali Islanda è ricca.
Quindi le invenzioni tecnologiche giocano un ruolo vitale per aumentare la capacità di sostentamento o nel mantenere uno livello stabile di crescita come asseriscono Herman Daly ed altri economisti.

Anche la crescita della popolazione mondiale è un fattore dinamico e non può essere adattato ad una semplice formula come Malthus ed altri hanno cercato di fare. Sappiamo dove le teorie matematiche ci hanno portato: lungo la strada della diseguaglianza economica, ricchezza per pochi e povertà per molti, così come distruzione dell’ambiente.
La tecnologia inventerà sempre nuovi modi di usare le stesse risorse in modo migliore e più sostenibile, se la sostenibilità è la meta, ad esempio idrogeno per alimentare le auto.
Il punto sarà capire come produrre idrogeno a sufficienza, o una sostanza ancora migliore e con energia rinnovabile.
Il problema di creare sufficiente energia sostenibile è ad oggi una delle maggiori sfide dell’umanità per nutrire un pianeta con risorse limitate e popolato da più di 7 miliardi di persone.
Il prossimo passo importante sarà quello di creare un’economia sostenibile nella quale i bisogni di base delle persone siano assicurati e dove il benessere sia distribuito in modo più equo di oggi.
Il movimento della non-crescita ha evidenziato un punto importante in linea con l’idea di P.R Sarkar: non c’è vero progresso sul piano materiale. Il meglio che possiamo sperare è di danneggiare il meno possibile la natura, creare un’economia stabile che cresce ma piuttosto lentamente sul piano materiale rispetto ad oggi.
Alla fine lo scopo dell’economia è essere sicuri di non indebolire le risorse naturali in un’economia circolare dove la soddisfazione dei bisogni delle persone è assicurata e il benessere distribuito in modo più equo possibile.

Dunque un reale progresso economico è il miglior modo di mantenere la capacità di sostentamento, di aumentare il progresso culturale, artistico, intellettuale e spirituale per sviluppare un’economia sostenibile e benefica o un’economia di felicità. Un’economia con una curva del benessere alta ma con la curva del consumo delle risorse bassa.

Tratto da:

Beyond Carrying Capacity: Developing a Wellbeing Economy

 


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