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Agricoltura rigenerativa: una nuova proposta di valore per il settore del caffè in Kenya

Agricoltura rigenerativa: una nuova proposta di valore per il settore del caffè in Kenya

L’agricoltura rigenerativa rappresenta una grande opportunità non solo per gli agricoltori che puntano a fare aumentare la produzione, la produttività ed il commercio del caffè, ma anche per il Paese che ambisce a posizionarsi come uno dei principali produttori di caffè di alta qualità nel mondo.

La produttività del caffè in Kenya è in declino, mettendo oltre 1,5 milioni di famiglie, in maggioranza piccoli proprietari, a rischio di perdere i propri mezzi di sussistenza. Tra il 1990 e il 2020, la superficie coltivata a caffè in Kenya è diminuita del 30% e la produzione è scesa del 70%. I prezzi del caffè sono recentemente crollati provocando una rivolta tra gli agricoltori. La produttività attuale del caffè si è dimezzata rispetto ai valori registrati nel 1963.

La bassa produttività può essere attribuita a diversi fattori: la produzione del caffè è un settore debole; è una monocoltura che porta a peggiorare la salute del suolo; è mal gestita, influiscono su di essa le condizioni climatiche avverse e i bassi prezzi globali del caffè rispetto a un elevato costo di produzione.

Rilanciare il settore del caffè

Il governo del Kenya ha avviato varie riforme per rilanciare il settore del caffè. Ha anche cercato di adeguarsi alle nuove richieste di un caffè più sostenibile, biologico ed equo e di adottare normative per una produzione che garantisca livelli minimi di residui chimici presenti nel prodotto finale. La Unione Europea, che è il maggior importatore di caffè prodotto in Kenya, ha fissato tali limiti per tutti i prodotti agricoli, compreso il caffè, ed ha imposto delle scadenze affinché i paesi possano produrre in modo sostenibile e in coltivazioni prive di deforestazione. In tutto il mondo i consumatori sono esigenti e disposti a pagare un prezzo elevato per un caffè con tali requisiti. Ciò richiede la creazione di meccanismi di tracciabilità lungo tutta la filiera, dalla fattoria alla tazza. Le organizzazioni dei prezzi equi chiedono che i piccoli coltivatori, nei centri di produzione, vengano equamente compensati. Tutte queste limitazioni però potrebbero bloccare gran parte della produzione del caffè del Kenya nel caso in cui il settore non riuscisse a soddisfare le misure verso la sostenibilità. I piccoli coltivatori hanno un controllo limitato sui prezzi globali del caffè. Tuttavia, attraverso le cooperative, possono sfruttare e trarre vantaggio da un settore multimiliardario adottando strategie che aumentano la produzione, la produttività e la qualità dei prodotti presentati al mercato globale. Ciò richiede che l’agricoltore disponga della giusta varietà di caffè per un dato ambiente, apporti le necessarie modifiche alla salute del suolo e alla nutrizione, esegua un’adeguata gestione delle colture e del post-raccolto e adotti pratiche di produzione intelligenti dal punto di vista climatico. Aumentare la superficie coltivata sembra il modo più semplice per aumentare la produzione di caffè. Sfortunatamente, i terreni agricoli si trovano attualmente ad affrontare un’intensa frammentazione a causa della rapida crescita della popolazione umana e della seria concorrenza con altri investimenti come il settore immobiliare e l’espansione urbana. L’espansione dell’area coltivata a caffè potrebbe innescare la deforestazione, andando così contro i piani del governo di aumentare la copertura forestale al 10% entro il 2030 come parte della sua strategia per combattere il cambiamento climatico e mettendo a rischio le esportazioni a causa del regolamento europeo sulla deforestazione (EUD)

Caffè rigenerante a sostegno delle persone e del pianeta

L’agricoltura rigenerativa si concentra sulla rigenerazione del suolo, sull’aumento della biodiversità, sul miglioramento del ciclo dell’acqua, sul sostegno del sequestro di carbonio, sull’aumento della resilienza ai cambiamenti climatici e sul rafforzamento della salute del suolo. Nella coltivazione del caffè la resilienza viene migliorata attraverso una combinazione di pratiche agricole e post-raccolta specifiche che hanno un impatto positivo nell intero sistema: il suolo, la pianta del caffè, le persone che lo coltivano e gli ecosistemi circostanti.  Il Coffee Farmers Income Resilience Program (CFIRP), sostenuto dall’IDH, sta aiutando i partner del caffè in Kenya e Uganda a raggiungere la sostenibilità ma anche redditi più alti per i piccoli coltivatori e attraverso il sostegno dell’Alliance of Bioversity International e della CIAT ha redatto un manuale sull’agricoltura rigenerativa del caffè con linee guida per la coltivazione. In Kenya sono nati i Servizi di Gestione Sostenibile (SMS) a supporto dei coltivatori partner che adottano la Agricoltura Rigenerativa ed essi sono i principali gestori nella fornitura, produzione e controllo qualità del caffè. Supportano oltre 160.000 piccoli coltivatori riguardo le buone pratiche agricole (GAPS). Un esempio è nella contea di Kirinyaga, dove i coltivatori di caffè della Kanjuu Farmers Coffee Cooperative hanno abbracciato diverse pratiche di agricoltura rigenerativa e sono sulla buona strada per raccoglierne i benefici. La Cooperativa, attraverso il sostegno di SMS, sta supportando gli agricoltori nell’effettuare analisi del suolo per determinarne la salute e per orientare la scelta e l’uso giudiziosi dei fertilizzanti inorganici e l’applicazione mirata di nutrienti: ciò porta ad una maggiore produttività ed a un minor impatto ambientale. La maggior parte degli agricoltori di Kirinyaga ha abbracciato l’uso di compost, pacciamatura, colture di copertura e pratiche di lavorazione minima per conservare l’acqua e ridurre le erbe infestanti nelle piantagioni di caffè. Per coltivare caffè su terreni poveri, ha creato terrazzamenti per ridurre il deflusso dell’acqua che porterebbe ad erosione del suolo. Altri agricoltori stanno adottando strategie per migliorare l’agro biodiversità nei sistemi del caffè attraverso la consociazione con alberi benefici, colture leguminose come fagioli e tuberi come patate dolci e irlandesi. Alcuni degli alberi integrati nelle fattorie sono alberi di macadamia, avocado e grevillea. Le noci e gli alberi da frutto, oltre a fornire ombra, rappresentano un’ulteriore fonte di reddito per la famiglia, complementare a quella del caffè. Alcuni agricoltori hanno introdotto insetti utili come le api per favorire l’impollinazione del caffè. La pratica della potatura, della spaziatura adeguata, l’uso di varietà resistenti ai parassiti e trappole sono altre strategie adottate per ridurre l’uso di prodotti chimici. Alcuni usano pesticidi organici a base di neem, tithonia e calendula messicana, provando a sostituirli a quelli chimici che da alcuni vengono invece spruzzati fino a dieci volte a stagione.

Futuri agricoltori

La coltivazione del caffè è praticata da una popolazione che invecchia. Ciò rappresenta una grande sfida per il lavoro e l’assimilazione di nuove conoscenze. I giovani sono il futuro poiché sono versatili e pronti a imparare, a sperimentare nuovi approcci agricoli e ad applicare soluzioni digitali per incrementarne la produzione. Il progetto sta quindi incoraggiando i giovani della regione a fare impresa. La coltivazione del caffè può essere redditizia se eseguita bene, come testimonia Rose Wambura, un’agricoltrice che adottando buone pratiche nel suo campo, si è costruita una casa ed ha educato due figli. Ci sono casi promettenti di agricoltori che si stanno orientando verso una produzione rigenerativa di caffè in Kenya adottando nuove pratiche adatte al contesto. Utilizzano le risorse disponibili a livello locale e man mano acquisiscono conoscenze e ne raccolgono i benefici. Tuttavia, l’adozione dell’agricoltura rigenerativa nel sistema del caffè richiede molta conoscenza, un maggiore rafforzamento delle capacità e dell’apprendimento tra i partner e anche un cambiamento di mentalità. Alcune tecnologie necessitano di nuove risorse finanziarie per implementare pienamente l’agricoltura rigenerativa del caffè. Occorre considerare le diverse tipologie di coltivatori, i diversi sistemi di produzione del caffè ed il contesto politico.  Gli attori della catena del valore del caffè avranno bisogno di incentivi per passare all’agricoltura rigenerativa. La domanda, guidata dal mercato, per un caffè prodotto in modo sostenibile sarà un importante fattore decisivo per l’adozione degli interventi rigenerativi da parte di tutti i partner del settore del caffè. Da ciò deriva la necessità di sviluppare matrici di misurazione e monitoraggio per tenere traccia dei cambiamenti derivanti dall’adozione e dalla pratica dell’agricoltura rigenerativa. Costruire un sistema di tracciabilità basato sui dati e sui processi legati all’agricoltura rigenerativa del caffè, consentirà al settore di conformarsi alla domanda e alle normative emergenti dei consumatori globali e di ottenere rendimenti migliori dalla dolce tazza di caffè.

Articolo di: Boaz Waswa, Peter Ndambiri, Mercy Jebet, Eric Rahn, An Notenbaert, Walter Ocimati, Fredrick Muthomi

Tratto da: https://alliancebioversityciat.org/stories/regenerative-agriculture-new-value-proposition-kenya-coffee-sector

Tradotto da: Loredana Burdese


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