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Sarkar riguardo all’Afghanistan e lo Status delle donne

Sarkar riguardo all’Afghanistan e lo Status delle donne

È stato straziante assistere le scorse settimane alle scene di disperazione tra i normali civili afghani, inorriditi nel vedere il ritorno al potere nel loro amato paese dei Talebani.
La generazione più giovane nella capitale Kabul, cresciuta con libertà di movimento, espressione, libertà nel vestire e diritto di educazione, ora si vede rigettata indietro in un ambiente regredito ed ostile.
Il fondatore del Prout, Teoria dell’Utilizzazione Progressiva, P.R.Sankar, all’interno di Electronic Works Di P.RSarkar, menziona l’Afghanistan almeno 35 volte. L’autore spiega come questo paese abbia giocato un importante ruolo nello sviluppo del Tantra e della civiltà Indo-Ariana, nella diffusione della lingua sanscrita ed il contributo dato dalla figura storica di Shiva alla cultura mondiale.
Sarkar spiega nel testo “Soluzioni ad alcuni problemi Parte 2 “, che gli ariani migrati attraverso i continenti hanno portato con sé le loro abitudini, lingua ed abilità:” Ci sono 4 principali razze oggigiorno nel mondo: gli ariani, gli austrici, i negroidi ed i mongoli. Gli ariani per primi si mossero dall’ Asia dell’ Ovest e migrarono verso diverse zone dal Mar Nero alla Valle del Danubio e quindi verso l’Europa centrale e ovest.
Avanzarono e si insediarono in Iran, Siria, Palestina, Egitto, Nord Africa e Spagna e lungo la costa mediterranea. Si espansero dalla Francia dell’ovest alle isole Britanniche e in seguito in Afghanistan, nella Valle dell’Indo, del Fiume Rosso ed in Korea e Giappone nel lontano Est.”
Parlando dello sviluppo della lingua sanscrita, Sarkar spiega che ” l’uso di nomi sanscriti non è confinato solo all’India; in molti paesi fuori dall’India, l’assegnazione di nomi mostra l’influenza del sanscrito. Ad un certo punto la lingua sanscrita venne usata in tutta la vasta regione che si estendeva dalla Russia del sud fino a Suvarnadviipa.
La combinazione dei nomi India e Afghanistan a quel tempo fu Jambudviipa, dovreste  aver sentito il mantra jambudviipe bharatakhande.
Ovviamente a quel tempo l’Afghanistan era parte dell’India “. (Pubblicato in Varna Vijinana).

Sarkar fu inflessibile nel dire che le donne godono dello stesso status degli uomini nella società. Parlo’ di una costituzione mondiale che protegge i diritti di tutte le persone e di un governo mondiale che protegge e rinforza questi diritti in modo tale che nessuno debba fuggire dalla propria città natale a causa della paura di essere perseguitati o che i propri diritti vengano negati da forze regressive. Noi nell’Occidente abbiamo bisogno di riconoscere che queste forze regressive le abbiamo talvolta nascoste tra di noi e perciò la lotta per l’uguaglianza e autodeterminazione richiede la nostra vigilanza sia in casa che fuori.
In passato l’Afghanistan era considerato parte dell’India.
Sarkar spiega che” Nei tempi antichi gli ariani muovendosi verso est dall’Asia centrale, entrarono in India attraverso l’Iran. Prima, arrivarono in Afghanistan e poi in India. Il suo nome era “Gandhava”. Certamente a quel tempo l’Afghanistan era parte dell’India. Il suo nome era Gandhar “. ( Pubblicato in Ananda Vacanamrtam Part 15).
Spiego’ anche la storia di Gandhari che sposò Dhritrashtra, il re cieco di Hastinapura durante il tempo del Mahabharata: “ Gandhari era una donna afghana. C’è un posto chiamato Kandahara, Gandhara in Sanscrito, in Afghanistan, al quale Gandhari apparteneva. La gente dell’India la chiamava Kandahara “Pratyanta Desha”, l’area di confine estremo, non esattamente indiana. Kandahara, cioè, Afghanistan, era quindi dentro l’India.
Prima del matrimonio, quando Gandhari scoprì che il suo futuro marito era cieco, si coprì gli occhi con una benda: “ Se mio marito non può vedere il mondo, perché io dovrei?”.
Pensando questo ella mantenne i suoi occhi coperti per tutta la vita. Che tremenda forza morale ebbe !”(19 novembre,1967, Ranchi . Pubblicato in : Il risveglio delle donne, una raccolta).
Questa storia toccante illustra come l’Afghanistan abbia una lunga storia di donne forti, potenti e spiritualmente elevate. Le donne afghane erano parte di un processo dinamico nel loro paese nel 20simo secolo per intraprendere una battaglia per far rispettare tutti i loro diritti ed eguale status.
Le donne afghane poterono votare un anno prima che le donne negli Stati Uniti ottenessero il loro diritto di voto nel 1919. Il re a quel tempo, Amanullah Khan, era desideroso di modernizzare la nazione. Vietò anche il matrimonio di bambine, permise alle donne di scegliere il proprio sposo e garantì un’educazione laica. La costituzione afghana del 1964 andò oltre garantendo alle donne il diritto di partecipare alla vita politica e pubblica. Nel 1977, sotto la guida di Meena Kamal, fu creata RAWA ( associazione delle donne afghane) che rimane tuttora molto attiva in Afghanistan, anche se clandestinamente a causa della politica oppressiva e violenta dei Talebani. Non possono mostrare apertamente le loro leader.
RAWA ha chiarito nei comunicati che la presenza di forze militari straniere nel loro paese, sia britanniche, sovietiche o americane, non è una soluzione ai loro problemi. I Talebani erano precedentemente più una forza marginale nella loro società ma aumentarono fino a diventare rilevanti dopo che il governo americano decise di appoggiarli con il denaro saudita e l’intelligenzia pakistana nella guerra per procura in Afghanistan nel 1980 contro I sovietici durante la “ guerra fredda”.
RAWA ci ha informati anche che l’imposizione di sanzioni internazionali contro il regime talebano danneggerà anche li civili afghani. Le sanzioni vengono spesso usate come strumento di guerra e può essere definito un atto di guerra contro un altro paese, soprattutto quando una potenza mondiale come gli Stati Uniti mette sanzioni contro un altro stato.
A causa della crisi bancaria che è esplosa lo scorso mese, così come le migliaia di persone spostate ed anche a causa del costringere le donne a stare a casa, sta emergendo una crisi umanitaria in Afghanistan. RAWA chiede che noi come gruppo garantiamo che rimangano aperti corridoi umanitari per permettere l’arrivo di aiuti alle famiglie disperate.
Queste donne dichiarano chiaramente che appoggiare l’ Alleanza occidentale o qualsiasi altro signore della guerra in Afghanistan non è una soluzione. C’è stato troppo spargimento di sangue nel secolo scorso e una gran parte di questo è stato causato dall’intervento ed ingerenza stranieri.
Queste donne hanno ben chiaro che non ci può essere alcuna risposta militare al terrore globale. Le ideologie estremiste devono essere sradicate sostituendole con valori progressivi universali di tolleranza, compassione e cooperazione. RAWA inoltre cerca di aiutare ad implementare un sistema economico che veramente aiuti il proprio popolo a diventare indipendente da poteri esterni e a portare gli afghani fuori dalla povertà.

Quindi quali sono i passi concreti che potremmo fare per aiutare le nostre sorelle in Afghanistan? Un primo passo che ho intrapreso lo scorso mese è stato intercettare  una giovane professionista donna di Kabul che non aveva mai lasciato il suo paese.
L’ho invitata a presentarsi nella mia comunità di giustizia sociale a New York. E’ rimasta incantata dall’invito come gesto di amicizia e solidarietà.
L’abbiamo inoltre aiutata a mettersi in contatto con risorse internazionali. Creare canali di comunicazione aperti è un modo concreto per offrire solidarietà, soprattutto quando abbiamo disponibili così tante piattaforme di comunicazione. Sicuramente possiamo sia raccogliere fondi per aiutare organizzazioni come RAWA , sia condividere i nostri annunci con altre reti di informazione. In breve, ho pensato molto alla nostra famiglia in Afghanistan. Hanno una storia così ricca e un paese così bello. Spero potremmo visitarli in un prossimo futuro in una terra liberata da ogni forma di oppressione e sfruttamento.

Articolo scritto da Nirainjana Nada Khader


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