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Per salvare una foresta, guardate alle donne

Per salvare una foresta, guardate alle donne

Sara Inés Lara è leader dell’organizzazione colombiana per la conservazione degli uccelli, Fundación ProAves, che ha fondato insieme all’ornitologo britannico e suo marito Paul Salaman e ad un gruppo di altri ambientalisti. É nata per salvare il pappagallo dalle orecchie gialle di cui Sara è venuta a conoscenza nel 1998. Questo pappagallo un tempo era un uccello comune vicino alla sua città natale e sulle Ande colombiane, riducendosi poi ad uno stormo di soli 81 esemplari.  Più di 30 anni fa Sara ha capito quanto fosse importante salvaguardare il territorio, essendo cresciuta in uno dei luoghi più ricchi di biodiversità del mondo, cercando rifugio nelle foreste, nelle montagne e nelle pozze delle Ande. Con l’aiuto delle comunità vicine, in particolare delle donne locali, il gruppo si è battuto con successo per porre fine al disboscamento delle palme da cera, luogo di nidificazione e di alimentazione dell’uccello, e alla caccia al pappagallo per sport. Il pappagallo dalle orecchie gialle è stato adottato come emblema regionale. Ben presto la popolazione è ricrescita e ad oggi si contano più di 2.800 individui. È stata una grande vittoria che ha insegnato a Sara una lezione importante: le donne spesso subiscono più duramente gli effetti negativi del degrado ambientale e la loro partecipazione al lavoro di ProAves ha rapidamente dimostrato che sono essenziali per il successo dei progetti di conservazione basati sulle comunità. In molte comunità rurali colombiane le donne sono responsabili del soddisfacimento dei bisogni primari delle loro famiglie, come l’approvvigionamento di acqua, legna da ardere e cibo, ma questi diventano sempre più difficili da reperire quando l’ambiente non è in equilibrio. Le donne incontrate hanno espresso il bisogno di sostegno. Nel 2004, Sara ha quindi fondato Women for Conservation per aumentare l’accesso alla salute pubblica, alla pianificazione familiare, alle opportunità economiche e alla conservazione dell’ambiente. L’organizzazione, senza scopo di lucro, mira a migliorare la salute delle comunità che confinano con le riserve naturali, in modo che possano essere economicamente più indipendenti e in grado di proteggere meglio l’ambiente locale. L’organizzazione ha avviato per le donne di dieci comunità workshop e corsi di formazione, che spaziano dall’educazione ambientale ai mezzi di sussistenza sostenibili e alla pianificazione familiare. Divenuta indipendente da ProAves alla fine del 2019, riferisce di aver raggiunto direttamente più di 2.200 persone, soprattutto donne e ragazze. Women for Conservation ha insegnato inoltre alle donne a produrre artigianato rispettoso della fauna selvatica per sostituire la dipendenza dall’allevamento di bestiame e prevenire la deforestazione. A Puerto Pinzón, per esempio, nell’ambito di un progetto più ampio per la protezione del curasso dal becco blu, l’organizzazione ha insegnato alle donne a raccogliere le noci di tagua, i semi delle palme, noti come “avorio vegetale”, per produrre gioielli da vendere sul mercato. Inoltre ha incoraggiato la comunità locale a vietare la caccia, a utilizzare stufe a basso consumo per ridurre la deforestazione ad avviare un vivaio di alberi ed ha organizzato anche workshop per formare le donne nel campo della tutela ambientale e dell’ecoturismo. Ninfa Estella Carinialli è stata la prima donna guardia forestale formata e sponsorizzata da Women for Conservation e ProAves.

Superare miti e barriere

Uno dei compiti più importanti e delicati che Women for Conservation si è assunto è l’attenzione alla riproduzione e alla pianificazione familiare nelle comunità locali. All’inizio Lara ha dovuto affrontare le resistenze delle comunità locali. “Quando abbiamo iniziato a parlare di pianificazione familiare, ci sono stati un paio di incidenti in cui le donne sono state pesantemente picchiate per aver partecipato ai nostri workshop”, racconta. “Ho imparato a mie spese che dobbiamo presentare l’emancipazione femminile non come una minaccia, ma come un beneficio per la famiglia”. In collaborazione con l’organizzazione di salute riproduttiva e familiare – Profamilia -Women for Conservation organizza seminari sulla salute riproduttiva e fornisce servizi di pianificazione familiare. Dall’inizio della pandemia, l’organizzazione riferisce di aver facilitato 360 impianti contraccettivi e 27 interventi chirurgici, tra cui legature delle tube e vasectomie. La capacità di pianificare le gravidanze diventa vitale per le donne e le ragazze quando non possono contare sull’ambiente in cui vivono per la sopravvivenza di base, come riporta Kelly Donado, che organizza la logistica per le brigate di pianificazione familiare di Women for Conservation.  Nel febbraio 2022, Women for Conservation ha fornito a 72 donne della Zona Bananera impianti contraccettivi, oltre a offrire screening del cancro, controlli e workshop di educazione riproduttiva. Quando le rappresentanti del gruppo sono tornate a marzo per i controlli, più di 190 donne e ragazze avevano aggiunto il loro nome alla lista d’attesa. Anche gli uomini hanno iniziato a richiedere la contraccezione a Women for Conservation, il che ha portato ai primi interventi di vasectomia nella regione di Zona Bananera nel febbraio 2022.“La pianificazione familiare ha una miriade di benefici sociali, economici e ambientali: Migliora il sostentamento e il benessere delle persone e del pianeta e allevia le pressioni demografiche sull’ambiente naturale, sulla produzione alimentare e sulla scarsità d’acqua”, afferma Catriona Spaven-Donn, coordinatrice del progetto Empower to Plan per l’associazione benefica britannica – Population Matters – che sostiene Women for Conservation. Sebbene Women for Conservation abbia compiuto progressi significativi nella destigmatizzazione della pianificazione familiare, la resistenza rimane. Alcune famiglie credono che negando alle adolescenti l’accesso alle risorse contraccettive si impedisca loro di praticare attività sessuale, una convinzione che è stata ampiamente smentita. Women for Conservation ha dovuto affrontare anche la resistenza dei suoi colleghi nel mondo ambientalista. Sara ricorda che altri leader della tutela ambientale le dicevano che lavorare con le donne era bello, ma non era una priorità. Ogni volta che parlava del legame tra crescita demografica, aumento della povertà e impatto ambientale, le veniva detto di evitare di parlare di popolazione.

Questa è tendenza degli ultimi decenni tra i gruppi comunitari che si occupano di sviluppo, ambiente e diritti riproduttivi. L’attenzione si concentra invece sulla salute sessuale e riproduttiva, sulle scelte e sui diritti degli individui, piuttosto che sui fattori demografici.

“In passato si è perso molto tempo a stereotipare le nostre crisi planetarie, chiedendosi se il problema principale fosse la popolazione o il consumo”, afferma Phoebe Barnard, docente di scienza del cambiamento globale e del futuro presso l’Università di Washington e direttrice fondatrice dell’Alleanza per un Pianeta Stabile. Lei sostiene che entrambe sono implicate e che quindi occorre stabilizzare e ridurre i consumi e la popolazione globale. Investire nell’istruzione, nella leadership e nelle opportunità delle donne rimane un modo davvero potente per portare benefici non solo alle donne, ma anche alle famiglie e ai bambini, alla natura e al futuro della nostra intera civiltà. Tuttavia anche le questioni relative alla salute riproduttiva e ai diritti delle donne possono essere difficili da sollevare tra le donne colombiane povere e rurali che vivono in comunità: la maternità e il numero elevato di figli sono spesso considerati eventi positivi e gli uomini possono percepire una perdita di controllo sulla sessualità femminile quando le donne usano contraccettivi moderni. In questi contesti, la contraccezione è talvolta vista come una minaccia per i ruoli di genere tradizionali e per la stabilità della coppia e quindi non ci si fida o non la si usa. È evidente lo stretto legame tra l’emancipazione femminile e i risultati ambientali.

Una recente ricerca ha rilevato che l’80% delle persone sfollate a causa dei cambiamenti climatici sono donne.

L’ONU ha reso l’uguaglianza di genere parte integrante degli obiettivi di sviluppo sostenibile, dalla parità di accesso all’istruzione alla pianificazione familiare. Questo legame ha spinto Women for Conservation ad andare oltre la pianificazione familiare e a fornire servizi di base per garantire alle donne colombiane salute e sicurezza.

Il cancro al seno è la forma di cancro più diagnosticata in Colombia. L’anno scorso, quindi, l’ONG ha iniziato a fornire mammografie e a formare le donne su come effettuare un autoesame del seno.

Con il drastico aumento delle chiamate alle linee telefoniche dirette contro la violenza domestica durante la pandemia, Sara ha anche iniziato a condurre workshop e corsi di formazione sull’argomento.

Di Veronika Perková, giornalista ambientale, autrice della guida: Ask Great Questions, Get Great Answers e conduttrice del podcast Nature Solutionaries. In un recente episodio, Veronika ha parlato con Sara Inés Lara e Catriona Spaven-Donn dell’importanza di collegare i punti tra conservazione, pianificazione familiare ed emancipazione femminile. È membro del SEJ e può essere contattata tramite il suo sito web. 

Tratto da: https://www.yesmagazine.org/environment/2022/04/19/women-forest-conservation

Traduzione e sintesi a cura di: Loredana Burdese


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