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Un aumento del verde può essere un potente mezzo di cambiamento

Un aumento del verde può essere un potente mezzo di cambiamento

La vista del Cairo dall’alto è una distesa di costruzioni di cemento e di cavalcavia. Le aree verdi rappresentano meno del 4% dell’area urbana e i recenti progetti di costruzione hanno distrutto 10 acri del verde presente.
In megalopoli come Il Cairo e Dhaka in Bangladesh la mancanza di spazi verdi contribuisce all’aumento dell’inquinamento dell’aria, delle temperature e ad una maggiore esposizione ai raggi ultravioletti, fattori questi che rendono le città sempre più nocive. Secondo la World Health Organization l’inquinamento esterno uccide più di 4,2 milioni di persone all’anno, soprattutto nei paesi con reddito medio-basso.
Perché le città non amano aree verdi?
Il Cairo è nel deserto, ma soprattutto tutto dipende da una errata pianificazione delle città. Nele città post coloniali lo sviluppo urbano è avvenuto durante l’occupazione coloniale, finalizzato allo sfruttamento.
L’urbanista Garth A.Mayers, autore di “Ripensare l’urbanistica: lezioni dal post-colonialismo e dal Sud del mondo” scrive che le città erano ideate per ottenere profitti, non per essere sostenibili. Ancora oggi le potenze straniere modellano lo sviluppo delle città post coloniali in modo pernicioso.
La Cina, per esempio, dal 2015 al 2017 ha finanziato progetti di infrastrutture in Egitto per $1.03 miliardi, ma questi sviluppi non hanno preso in considerazione la minaccia del riscaldamento climatico, che sta causando l’aumento delle temperature, della siccità e di manifestazioni meteorologiche estreme, come nubifragi e tempeste di sabbia sempre più comuni nel paese.
Insediamenti informali delle città abitati dagli strati più poveri e ai margini, sono quelli più esposti al rischio dei danni da inquinamento, radiazioni ultraviolette e surriscaldamento.

Queste periferie si sono moltiplicate sia al Cairo che a Dhaka e spesso mancano di infrastrutture adatte e di aree verdi.
Questi modelli sono veri per molte grandi città del Sud del mondo.
Ma organizzazioni come Urban Greens, Schaduf al Cario e Green Savers a Dhaka si stanno impegnando a rendere più verdi le loro città creando una rete di giardini pensili. “Non abbiamo spazio per piantare alberi, ma abbiamo 500.000 tetti in grado di sopportare il peso di un giardino pensile” dice Ashan Rony, fondatore di Green Savers.
I giardini pensili non sono solo un modo intelligente di guadagnare spazio, ma sostanzialmente hanno effetti positivi sull’inquinamento dell’aria e della temperatura.
Quando un tetto è coperto da piante, fa ombra al piano sottostante e funge da isolante riducendo il surriscaldamento. In Jeddah, città tra le più calde, uno studio ha dimostrato che la temperatura interna di costruzioni con giardino pensile si riduce di circa 6 gradi. Inoltre le piante assorbono sostanze inquinanti presenti nell’aria (ozono, monossido di carbonio, particolato, etc.).
Green Savers ha lavorato dal 2010 su più di 5.000 giardini pensili in Bangladesh.
Urban Greens è un’impresa più recente, ma che sta crescendo velocemente. Fondata nel 2018 fornisce gratuitamente il necessario per creare culture idroponiche a famiglie povere, mentre vende anche tali dotazioni a clienti. Durante la pandemia l’interesse per il giardinaggio casalingo è salito alle stelle implementando molto il business dell’associazione. Reinvestendo i profitti Urban Greens ora sta lanciando un nuovo progetto nell’Alto Egitto ed un sito web chiamato “ Urban Greens’ Network “ che sperano ispirerà più cittadini a praticare il giardinaggio.

Oltre ai benefici per l’ambiente, i giardini pensili possono procurare cibo e guadagno per le famiglie che li curano. Questi sono gli obbiettivi di Schaduf, organizzazione con base al Cairo che lavora nell’agricoltura urbana. “Ambiente e cambiamento sociale sono nella visione della compagnia”, dice Malik Tag amministratore della società. Schaduf, fondata nel 2011, installa giardini pensili per Egiziani e famiglie di migranti nelle periferie.
Le famiglie che ricevono istruzioni ed equipaggiamento coltivano verdure a foglia pregiate ed erbe aromatiche e Schaduf le mette in collegamento con supermarket raffinati per venderle al miglior prezzo.
Come risposta all’alto indice di disoccupazione giovanile in Bangladesh, Green Savers ha abbracciato la missione di assumere e formare giovani come “dottori delle piante” per curare i giardini pensili.
La maggior sfida di queste associazioni è stato convincere finanziatori e residenti che costi e sforzo per mantenere giardini pensili sono ripagati.
Queste associazioni hanno avuto successo aumentando l’interesse attraverso un laboratorio comunitario e programmi scolastici.
“Noi vediamo che i ragazzi sono veramente interessati”. Molti studenti dopo aver studiato i giardini pensili hanno convinto i genitori ad  informarsi ulteriormente.
Più le temperature globali aumentano più megalopoli come Il Cairo avranno bisogno di interventi più incisivi dell’agricoltura urbana per combattere inquinamento dell’aria e temperature.
Ma iniziative per rendere più verdi queste città, sono un ottimo modo per iniziare.

Tratto da:

Cooler, Cleaner Megacities, One Rooftop Garden at a Time

 


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